Pompa di calore in edificio storico: taglia, mandata e radiatori
In breve: Una pompa di calore è adatta a molte case più vecchie, anche con radiatori. Decisiva è la temperatura di mandata: secondo l’Associazione dei consumatori una casa è idonea se il riscaldamento funziona quasi tutto l’anno sotto i 55 °C. Un semplice test in una giornata fredda mostra se vale per Lei. Spesso basta sostituire singoli radiatori troppo piccoli. La taglia dipende dal carico termico, calcolato da un tecnico.
Indice
Perché la temperatura di mandata è determinante
L’idoneità di un’abitazione più datata all’installazione di una pompa di calore aria-acqua dipende meno dall’anno di costruzione che da un dato: la temperatura di mandata, ovvero la temperatura che l’acqua di riscaldamento deve raggiungere affinché tutti gli ambienti si riscaldino. Quanto più bassa è, tanto minore è il consumo di energia elettrica della pompa di calore. In questa pagina troverà le indicazioni su come determinarlo per la Sua abitazione e su quali aspetti occorre considerare in merito ai radiatori e alle loro dimensioni.
Una pompa di calore trasferisce il calore dall’aria esterna all’acqua di riscaldamento. Maggiore è il dislivello di temperatura che deve superare, maggiore è la quantità di energia elettrica necessaria a tal fine.
- Regola generale: secondo l’Associazione dei consumatori, un edificio è idoneo all’installazione di una pompa di calore se la temperatura di mandata rimane, per quanto possibile, al di sotto dei 55 °C durante tutto l’anno (aggiornato a marzo 2026). Anche l’Agenzia tedesca per l’energia (dena) raccomanda un massimo di 55 °C.
- Ogni grado conta: secondo la DENa, ogni grado in meno di temperatura di mandata riduce il consumo di energia elettrica della pompa di calore dall’1,5 al 2 % (dati aggiornati a maggio 2026).
- Un esempio tratto dalla scheda tecnica del prodotto: per la pompa di calore aria-acqua TCL da 10 kW presente nella gamma, la scheda tecnica indica, ai sensi del regolamento UE 811/2013, un’efficienza energetica per il riscaldamento degli ambienti pari al 199 % a 35 °C e al 138 % a 55 °C. Per lo stesso calore, l’apparecchio consuma quindi circa il 44 % in più di energia elettrica a 55 °C rispetto a 35 °C.
Molte pompe di calore raggiungono anche temperature di mandata più elevate; secondo i dati di prodotto, gli apparecchi della gamma arrivano fino a 65 o 80 °C. Tuttavia, «possibile» non significa «economico»: per un funzionamento efficiente, ciò che conta è quanto bassa possa essere la temperatura, non quanto alta possa arrivare.
Il test in una giornata fredda
Potete verificare se i vostri radiatori esistenti funzionano a temperature più basse effettuando una prova con l’impianto di riscaldamento attuale. Il servizio di consulenza energetica del Centro per i consumatori descrive il test come segue:
- In una fredda giornata invernale, limitare la temperatura di mandata dell’impianto di riscaldamento esistente a 55 °C. Per sapere come procedere con la propria caldaia, consultare il manuale d’uso oppure rivolgersi alla propria ditta di riscaldamento.
- Impostare tutti i termostati dei radiatori sul livello 3.
- Verificare che tutti i locali si riscaldino.
Ecco come interpretare il risultato secondo l’Associazione dei consumatori:
- Tutti gli ambienti vengono riscaldati: è possibile l’utilizzo di una pompa di calore.
- Alcuni locali rimangono freddi: probabilmente sarà sufficiente sostituire i radiatori presenti con altri di dimensioni maggiori.
- Tutti i locali rimangono troppo freddi: senza un isolamento supplementare, probabilmente non sarà possibile garantire un funzionamento economico.
Per un calcolo più preciso, si può ricorrere allo strumento «Gebäudecheck pompa di calore» (Verifica dell’edificio con pompa di calore) dell’Ufficio federale dell’ambiente. Lo strumento calcola, stanza per stanza, di quanto calore ha bisogno un locale in una giornata fredda e quale potenza può fornire il radiatore con una pompa di calore; secondo l’Ufficio federale dell’ambiente, l’operazione richiede dai 15 ai 45 minuti.
Radiatori: di solito non serve sostituirli tutti
Di norma non è necessario convertire l’intera abitazione al riscaldamento a pavimento.
- Spesso ne bastano alcuni: secondo l’Associazione dei consumatori, spesso è sufficiente sostituire singoli radiatori troppo piccoli per abbassare la temperatura di mandata in misura sufficiente.
- È l’ambiente più debole a determinare: secondo la DENa, il radiatore con la potenza più ridotta determina la temperatura dell’intero impianto. Proprio la sua sostituzione apporta grandi benefici in rapporto ai costi.
- Radiatori più grandi o di altro tipo: i moderni radiatori piatti emanano più calore a parità di dimensioni e, secondo la dena, il passaggio dal tipo 22 al tipo 33, più spesso, può consentire un risparmio di energia elettrica compreso tra il 13 e il 17%. Esistono inoltre radiatori a bassa temperatura o per pompe di calore.
- Sono sufficienti radiatori ben dimensionati: nel test sul campo condotto dal Fraunhofer ISE, i radiatori adeguatamente dimensionati hanno raggiunto in media temperature altrettanto basse quanto quelle dei sistemi di riscaldamento a pavimento.
La ristrutturazione comprende il bilanciamento idraulico: in seguito, ogni radiatore riceverà la quantità di acqua calda necessaria per il proprio locale. Secondo l’Ufficio federale dell’ambiente, tale intervento è un presupposto fondamentale per temperature di riscaldamento basse e un funzionamento efficiente. Viene eseguito da un tecnico specializzato in impianti di riscaldamento.
Quali devono essere le dimensioni della pompa di calore
La potenza adeguata deriva dal carico termico dell’abitazione, non dalla sola superficie abitabile. Il carico termico viene calcolato per ogni locale secondo la norma DIN EN 12831 da un tecnico specializzato; l’Ufficio federale per l’ambiente sconsiglia espressamente di ricorrere a una semplice stima.
- Non troppo grande: secondo l’Associazione dei consumatori, anche una pompa di calore sovradimensionata risulta svantaggiosa durante il funzionamento. Nel test sul campo condotto dal Fraunhofer ISE, gli apparecchi erano spesso più grandi di quanto richiesto dall’effettivo consumo termico e, di conseguenza, si accendevano e spegnevano più frequentemente.
- Orientamento: co2online indica, per un edificio storico sottoposto a isolamento termico a posteriori, un valore fino a circa 0,05 kW per metro quadrato di superficie abitabile; per 130 m² si tratta quindi di circa 6,5 kW, esclusa l’acqua calda. Ciò non sostituisce il calcolo.
- Consumo del vecchio impianto di riscaldamento: una procedura descritta nell’allegato 2 alla norma DIN EN 12831 stima il carico termico anche sulla base del precedente consumo di gas o gasolio; a tal fine, i dati relativi al consumo devono essere riportati nella tabella del tecnico specializzato.
La gamma di pompe di calore aria-acqua comprende le classi di potenza da 8, 10, 12 e 16 kW.
Cosa evidenziano i test sul campo
Il Fraunhofer ISE ha effettuato misurazioni dal 2021 al 2024 in 77 abitazioni unifamiliari o bifamiliari, l’83% delle quali costruite prima del 1995; quelle più vecchie sono state per lo più parzialmente ristrutturate. Le 61 pompe di calore aria-acqua hanno raggiunto un coefficiente di prestazione annuale medio di 3,4, con un minimo di 2,6 e un massimo di 4,9 (comunicato stampa del novembre 2025). Da un chilowattora di elettricità si sono quindi ottenuti in media 3,4 chilowattora di calore. I ricercatori non hanno riscontrato alcuna correlazione tra l’anno di costruzione e l’efficienza. Secondo l’Associazione dei consumatori, una pompa di calore è considerata efficiente a partire da un coefficiente di prestazione annuo pari a 3.
Posizionamento e volume
Una pompa di calore monoblocco è interamente collocata all’esterno; all’interno dell’abitazione entrano principalmente le tubazioni dell’acqua e i collegamenti elettrici. Per il luogo di installazione è determinante il livello sonoro: secondo la scheda tecnica, gli apparecchi della gamma riportano una potenza sonora compresa tra 60 dB a 8 kW e 68 dB a 16 kW; per sapere in che modo la distanza e le pareti influenzano il livello sonoro, consultate la sezione «Pompa di calore: rumore – valori e installazione». L’autorità competente vi indicherà quali valori acustici sono applicabili al confine della proprietà e alle finestre dei vicini; un’azienda specializzata vi aiuterà nella progettazione del luogo di installazione.
Elettricità dal proprio tetto
Una pompa di calore necessita di energia elettrica soprattutto in inverno, quando un impianto fotovoltaico fornisce poca energia. Nelle stagioni di transizione e per l’acqua calda in estate, tuttavia, l’energia solare autoprodotta può coprire una parte del fabbisogno. Per informazioni su come progettare un impianto, si veda la sezione «Impianto fotovoltaico». Chi desidera riscaldare solo singoli ambienti può farlo anche con un condizionatore split; le sue prestazioni in questo ambito sono illustrate nella sezione «Riscaldare con il condizionatore». Le differenze tra i due tipi sono illustrate nella sezione «Pompa di calore aria-aria o aria-acqua?».
Pompa di calore aria-acqua
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